Il lavoro minorile è un problema strettamente legato alla povertà. Milioni di bambini nel mondo lavorano per contribuire al reddito familiare. La molteplicità delle cause di questa piaga rende complessa la soluzione del problema. L’UNICEF lotta contro il lavoro minorile organizzando programmi per l’istruzione, informando, sensibilizzando e rafforzando le famiglie e le comunità.
Lavoro minorile
La situazione

L’UNICEF stima che nel mondo 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni siano costretti a lavorare, molti dei quali in condizioni pericolose: in miniere, tra montagne di rifiuti, come annodatori di tappeti, a contatto con pericolosi macchinari nelle fabbriche e con agenti chimici e pesticidi nell’agricoltura.
Invece di andare a scuola, devono lavorare molte ore al giorno. Circa il 60 per cento di loro è attivo nel settore agricolo. Milioni di ragazze sono costrette a sgobbare gratuitamente nelle case delle famiglie benestanti e sono particolarmente esposte allo sfruttamento e agli abusi.
L'operato dell'UNICEF

Il motivo principale del lavoro minorile è la povertà. Molte famiglie dipendono dall’aiuto dei figli per tirare avanti. Per lottare efficacemente contro questa piaga è necessario intervenire a più livelli. I programmi dell’UNICEF rispondono a tale esigenza.
- Istruzione: l’UNICEF annette all’istruzione la massima importanza, mettendo a disposizione materiale scolastico e contribuendo alla formazione degli insegnanti.
- Lotta alla povertà: l’UNICEF rafforza le famiglie sul piano locale, per esempio concedendo borse di studio o creando mense gratuite nelle scuole.
- Quadro giuridico: l’UNICEF promuove riforme della legislazione sul lavoro e una politica sanitaria e dell’istruzione volta all’abolizione del lavoro minorile.
- Informazione e sensibilizzazione: l’UNICEF informa e sensibilizza sul problema del lavoro minorile.
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