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Istruzione per i monaci bambini in Bhutan

Nel 1999, l'UNICEF Svizzera ha avviato una stretta collaborazione con il governo. 
 © UNICEF Bhutan
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«Da grande voglio fare la maestra.»

Yanka, bambina nomade

Il regno del Bhutan, un paese impervio, ha raggiunto un risultato straordinario: oggi, il 94 per cento dei bambini va a scuola. Il paese sta per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio «Istruzione primaria per tutti». Rimane però arduo scolarizzare i figli di nomadi che si spostano con le famiglie e il bestiame in zone malagevoli. L’UNICEF Svizzera sostiene un progetto pilota del governo, che prevede di inviare gli insegnanti al seguito dei nomadi.

La situazione

Fresh water

Negli ultimi anni, il Bhutan ha intrapreso moltissimo allo scopo di scolarizzare quanti più bambini anche nelle regioni rurali e isolate del paese. Le scuole in queste aree sono confrontate a molteplici difficoltà. La mancanza di insegnanti qualificati e formati, l’assenza di materiale didattico, metodi d’insegnamento obsoleti (apprendimento a memoria) ed edifici scolastici molto lontani dalla casa dei genitori sono alcuni dei fattori che ostacolano il miglioramento della qualità della formazione. Molte scuole non hanno l’acqua potabile e sono prive di impianti sanitari e di mobilio. Yanka, una bambina nomade di otto anni, impiega un giorno di marcia per recarsi a scuola. Vive e dorme in uno stesso locale dell’edificio scolastico a un piano. «Vado molto volentieri a scuola», dice la bimba, «prima dovevo passare tutto il mio tempo a sorvegliare gli yak.»

Le 390 scuole monastiche più discoste sono prive di acqua potabile e di servizi igienici. I monaci bambini spesso soffrono di affezioni della cute, delle vie respiratorie e di diarrea. Imparano le preghiere a memoria stando seduti sulla fredda terra battuta per ore, a piedi nudi e coperti solo da un tessuto sottile.

 

Il progetto

Children pause under the falling snow while playing outdoors in the Jangothang valley.

L’UNICEF Svizzera opera dal 1999 a favore dell’istruzione nel remoto staterello himalaiano. Insieme al governo, sono stati attuati diversi programmi e oggi il 94 per cento dei bambini va a scuola. Ora si tratta di migliorare ancora la qualità della formazione e di farvi accedere i bambini nomadi nelle regioni più impervie.

Insegnanti mobili per bambini mobili
Nei prossimi due anni, l’UNICEF Svizzera finanzierà e monitorerà il progetto pilota del governo «Insegnanti mobili per bambini mobili». Le autorità hanno deciso che il cammino casa-scuola deve durare un'ora al massimo. Di conseguenza, saranno gli insegnanti a spingersi nelle regioni isolate e a far scuola spostandosi insieme ai nomadi.

Scuole a misura di bambino
L’UNICEF finanzia l'ampliamento delle scuole esistenti e la costruzione di nuove strutture nelle zone discoste. Tutte le scuole bhutanesi devono diventare realmente a misura di bambino.

 

Le scuole a misura di bambino propongono:

  • aule più grandi per meno bambini;
  • un ambiente sicuro con impianti igienici, acqua potabile e possibilità di svago;
  • materiale didattico stimolante;
  • insegnanti abilitati a un metodo individuale;
  • il coinvolgimento dei genitori.

Salute, alimentazione e igiene

Da marzo 2010, è in corso un progetto che mira a migliorare le condizioni dei bambini nei monasteri. Una volta istruiti, i monaci possono trasmettere il loro sapere alla popolazione.

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Mi piace un sacco andare a scuola.


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