Negli ultimi anni, il Bhutan ha intrapreso moltissimo allo scopo di scolarizzare quanti più bambini anche nelle regioni rurali e isolate del paese. Le scuole in queste aree sono confrontate a molteplici difficoltà. La mancanza di insegnanti qualificati e formati, l’assenza di materiale didattico, metodi d’insegnamento obsoleti (apprendimento a memoria) ed edifici scolastici molto lontani dalla casa dei genitori sono alcuni dei fattori che ostacolano il miglioramento della qualità della formazione. Molte scuole non hanno l’acqua potabile e sono prive di impianti sanitari e di mobilio. Yanka, una bambina nomade di otto anni, impiega un giorno di marcia per recarsi a scuola. Vive e dorme in uno stesso locale dell’edificio scolastico a un piano. «Vado molto volentieri a scuola», dice la bimba, «prima dovevo passare tutto il mio tempo a sorvegliare gli yak.»
Le 390 scuole monastiche più discoste sono prive di acqua potabile e di servizi igienici. I monaci bambini spesso soffrono di affezioni della cute, delle vie respiratorie e di diarrea. Imparano le preghiere a memoria stando seduti sulla fredda terra battuta per ore, a piedi nudi e coperti solo da un tessuto sottile.